Critica - Trentini Mauro Pittore

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Mauro Trentini, il gioco dell'illusione, come se dietro a ogni quadro, e spazio rappresentato ci fosse dell'altro, tante strade che portano al di là dell'immaginazione.   Nella delicatezza e pulizia del colore si torna a una dimensione quasi onirica, dove ciò che si rappresenta non sempre è quello reale. In archi metafisici,e nei titoli evocati si tenta di afferrare l'invisibile.
Marica Petti 2008 (Roma)

Il ferrarese Mauro Trentini, attivo già nel 1978, di recente lavora su quadri di stampo onirico, più che altro illuminazioni interiori e come tali virati spesso nel nero, alla profondità della notte alleggerita però di sinuosi colpi di spatola.          Le ultime opere piegano invece verso un espressionismo astratto, spesso impetuoso, sempre comunque variopinto per non dimenticare l'incisiva funzione delle contrapposizioni  del colore.    Fabio Bianchi  2009 (Pc)   

... senza invocare l'implicita banalità che i giudizi sulle arti figurative (e non solo) sono sempre soggettivi, l'unità di misura ed il metro più adatto per esprimere un parere sull'opera dell'amico Mauro sono: l'intensità del colore e l'emozione cromatica.      L'iride quasi al completo e la pennellata vigorosa danno enfasi sia ai temi, spesso volutamente non originali e comunque di ricerca, della prima produzione (De Chirico, Dalì, Escher, ecc.) sia a quelli più astratti dell'ultima, facendo perdonare l'ingenuità e la fanciullezza del tratto e delle prospettive.    Ma forse sono proprio questi ultimi che, non potendosi mettere se non in secondo piano, esaltano la sensazione del colore la quale, come rilevano i più recenti oli su tela, non ha bisogno di contorni definiti per esprimersi originalmente ed è sufficiente che siano solo accennati.     grazie Mauro per le dolci ed al contempo energiche carezze cha sai donare alle nostre sensazioni visive, risvegliando nei sensi quella gioia che solo la visione del colore sa dare.   
Massimo Cau  2009 (Bo)      

A MAURO TRENTINI, va senza alcun dubbio riconosciuto il merito d'essere capace attraverso una valida pittura gestuale di riscoprire un mondo nuovo dal quale fruiamo speranza e positivismo.   La sua volontà espressiva tende infatti a sintetizzare il fattore circostante apportando inconsapevolmente innesti di lirico trasporto.   La natura rappresentata dal Trentini null'altro è che manifestazione dei più nobili sentimenti.   Emozioni che vengono valorizzate da evanescenze tonali che alternandosi sul supporto pittorico donano istanze di puro lirismo percettivo.   Con le sue decise sfumature policrome l'artista sembra voler sospingere la nostra attenzione oltre le comuni coordinate d'analisi, svelando senza indugio il reale potere del fattore cromatico.              Sandro Serradifalco 2009 (Pa)  

"La chiarezza cromatica è susseguente a quella espositiva nelle opere dell'artista Mauro Trentini.  Con sorprendente abilità egli riesce a dialogare con i pennelli e con i colori, liberando sulle tele tutta la sua energia mentale e creativa.   Mediante un sapiente processo di superamento dei limiti imposti dall'immagine stessa, Trentini, crea ragionate metafore del mondo e del pensiero toccando leggermente i confini del surrealismo per poi volare veloce verso le inesplorate e sorprendenti terre dell'astrattismo.   Pertanto siamo al cospetto di una sintassi compositiva che possiede una sua forte identità, che rivela la ricerca lunga compiuta da quest'artista che sicuramente è giunto ad un livello di piena maturità.   Ma certamente maturità non significa stasi.   Significa punto di partenza verso nuovi traguardi e sperimentazioni in cerca di nuovi giochi signici e timbrici che elevano l'animo e che soprattutto ci trasmette il desiderio, insito in ogni artista e in particolare in questo, di rielaborare i modelli interpretativi della realtà.   Mauro Trentini riveste un ruolo di primo piano nel panoramico artistico contemporaneo e merita il più sincero apprezzamento del pubblico e della critica nazionale ed internazionale.     Dino Marasà 2010 (Boè)  

Libero da condizionamenti, Mauro Trentini trasferisce sulla tela i proprio umore i stati d'animo che hanno segnato la sua vita e ogni dipinto è unico e irripetibile, cambia il soggetto ma cambia anche lo stile e la tecnica perchè Mauro Trentini dipinge per se, per il piacere di trasmettere se stesso a chi osserva.  Previlige l'informale dovè l'istinto che comanda.  Stende sulla tela i colori con rapide pennellate in alcuni casi lasciano che cadano liberamente sgocciolino sul supporto, poi incide la materia per tirar fuori la forma per creare la figura.   E ogni immagine non è altro che la raffigurazione di un concetto.   La pittura di Mauro Trentini è carica di simbolismi, vi si riconoscono oggetti situazioni ambienti che richiamano i diversi momenti della vita, le gioie i dolori le difficoltà, la paura, la speranza, la voglia di cambiare e di andare avanti.   Mauro Trentini va avanti per la sua strada, senza voltarsi indietro, sperimentando mettendosi in gioco cambiando il proprio stile e cerca di portare l'osservatore nel suo mondo, è un mondo misterioso e affascinante al limite del reale, un mondo libero ed ingenuo talvolta, cariche di sensazioni che l'artista lascia sulla tela come impronta della propia mente e del propio pensiero.   Filippi Roberta 2012 (Ve)

La ricerca di Mauro Trentini lo conduce a realizzare opere di carattere informale, che diventano la dichiarata trasposizione di una profonda ricerca esistenziale.    Le sue composizioni sono variegate, talvolta caleidoscopiche nel turbinio di tracce brillanti che si agitano sul supporto.    La sua gestualità istintuale dà vita a vortici magmatici dalla pennellata ampia, attraversati da guizzi di colore applicati con la tecnica del dripping, come punteggiatura che scandisce la sintassi di un fraseggio interiore.    All’interno di questi uragani di pigmenti troviamo allusioni al riconoscibile, quali impronte palmari o scheletri arborei esili come ombre.   La vitalità dei cromatismi di Trentini non riesce a celare l’inquietudine che ha guidato la sua mano, e le flebili tracce di memoria che si perdono nell’impeto del segno pittorico, come grida muta, imprigionate e cancellate da un impietoso fluire del tempo.   
Prof. Paolo Levi  2012 (To)

Sospesi e in bilico sono gli scalini della vita, come sempre troppo alte e lunghe si ma- nifestano le mura da scavalcare per conquistare le città, i nostri obiettivi.
E il mondo manterrà confini che limiteranno persino il distendersi dei raggi del sole, costringendoli a piegarsi. Ogni tanto, però, una nota positiva e suadente risuona: qualcuno si salverà dalle negative contingenze, il suo corpo volteggerà come l’eco e lascerà un’impronta duratura del suo cammino.
Mauro Trentini, artista autodidatta ed eclettico, racconta attraverso opere dalla forte carica simbolica delle sfide, sofferenze e spe- ranze della sua vita. Nato nel 1962 a Cologna, bagnata e irradiata dal Po, oggi vive a Voghera e lavora a Bologna. I suoi primi passi nel mondo dell’arte gli ha mossi che era solo un bambino, quando la famiglia e gli insegnati si accorsero della sua particolare predisposizione e lo spronarono, fin da subito, ad approfondire la conoscenza di tecniche e correnti ar- tistiche. Così, ha avuto inizio il suo lungo e importante, benché travagliato, percorso d’artista.
Ad appena vent’anni, Trentini comincia a esporre le sue opere in mostre sia personali che collettive, dove riceve significativi apprezzamenti. Nonostante le aspettative, quello che segue è un periodo difficile, di intenso studio e di analisi interiore, di ricerca della via espressiva più genuina e appropriata alla sua indole, ma anche di blocco creativo.  
È nel 2006 che, finalmente, sulla scia della corrente surrealista e me- tafisica d’inizio Novecento, qualcosa si smuove, gli stimoli divengono concreti e l’artista affronta nuovamente la tela.
A Giorgio De Chirico, a Salvator Dalì, a Maurits Cornelis Escher sono, infatti, dichiara- tamente ispirate le opere di questa seconda e prolifica stagione. All’interno di atmo- sfere oniriche e dalle prospettive ardite, l’artista crea luoghi senza tempo, dove tutto è immobile, pacifico ed eterno, come in Infinito. Trentini estrapola oggetti, pensieri e ricordi da diversi contesti, e li pone insieme creando nuove realtà, perché nel sogno tutto si sovrappone e tutto si realizza.
È, però, nella terza stagione come è consueto nella vita dell’uomo- che Trentini realizza le sue opere più mature e compiute. Egli abbandona regole e idoli, per espri- mersi in piena libertà e dare sfogo alle sue più istintive pulsioni.
E si avvicina all’informale, sfiorando sovente l’espressionismo astratto. Con disinvoltura, affronta temi e soggetti diversi e lontani fra loro, senza mai ripetersi, anzi realizzando opere sempre uniche nel loro genere. Con colpi di spatola e pennello, rapidi e istintivi, colmi di colori dalle tonalità accese, crea sfondi multicolore su cui, poi, incide la sagoma della donna amata, desiderata o solo immaginata, l’Ombra di donna.
La sua mano appare, invece, più pacata e riflessiva quando descrive l’Inquietudine: al tramonto, una morbida piuma si sta per appoggiare in un lago grigio piombo, ancora pochi attimi e sprofonderà nell’oblio. In Prendere il colore è esplosione, l’artista stende l’olio sulla tela con pennellate decise miste a gocce fatte colare casualmente, e tale è la forza attrattiva verso il dipinto che ne lascia l’impronta.    Prof. Vittorio Sgarbi (Fe) 2014                                                                                                               
                

Recensione a cura di EA, Effetto Arte.
Mauro Trentini ci spiega l’oggetto del narrato attraverso metafore immaginarie che traggono linfa vitale dalla stessa cromia, e da una segnica volutamente definita in geometrismi.
Tutto ciò è possibile grazie ad una tavolozza dai toni pacati e sinceri, che crea campiture di colore pieno, felice interprete di un percorso di grande valore artistico.
Ancora una volta, risulta formidabile l’interpretazione pittorica dell’oggettività reale fatta da Mauro Trentini, che merita il più ampio consenso del pubblico e della critica.           Sandro Serradifalco  (PA) 2014   

Mauro Trentini partendo dalla base del figurativo lo supera e oltrepassa, per arrivare a una trasformazione graduale di sintesi rappresentativa astratta e di stilizzazione figurale, pur conservando un disegno dinamico e strutturato. Gli accordi cromatici sono fondamenta/i, per imprimere alla rappresentazione plasticità e ritmo. Gli effetti visivi offerti al fruitore, sono lucidamente orchestrati nei loro rapporti spaziali, con una pienezza espressiva a tutto tondo. La realtà viene vista, assimilata e rivissuta mentalmente, per generare un sogno intriso di poesia e visionarietà interiore. La sua vuole essere una pittura senza etichette, senza classificazioni, in cui la fermezza della sua visione concorre e determinare la sigla di uno stile peculiare. L'impostazione sicura e sapiente dei livelli prospettici e la combinazione fluida e scorrevole delle pennellate esalta la costruzione pulita e vigorosa, con una cromia sensibile, impostata su una tavolozza ricca e variopinta. Le tematiche affrontate spaziano su varie visioni, dimostrando grande inventiva sul piano delle idee e una coerente fusione tra sensibilità, istinto, abilità descrittiva e originalità di rielaborazione.     Elena Gollini Venezia 2016

L'unicità dell'opera di Mauro Trentini sta fortissimo desiderio di coinvolgere l'altro per trasmettere appasionanti messaggi.   Nessuna opera è uguale all'altra, infatti il pittore sente la necesità di una continua ricerca psicologica all'interno di se stesso, ma si muove agilmente, e con un generoso e umile istinto, alla volta dell'approfondimento nella storia dell'arte antica e contemporanea per darsi nuove possibilità ed aprire le porta all'innovazione.  Il prezioso miscuglio tra curiosità introspezione psicologica, forma del colore, segno e macchia, lo porta a entusiasmarsi ed entusiasmare con le sue pitture che hanno in comune il notevole pregio.   Salvo nugnes Venezia 2017

Abilità comunicativa che supera i confini visivi e da vita a creazioni armoniose portatrici di messaggi universali.  Un'arte che rivela la creatività dell'artista e le pulsioni intime del suo animo.    Prof. Paolo Levi Palermo 2017

'"Una continua ricerca ed elaborazione delle tecniche e dei temi dell'arte " è considerabile "l'impronta e l'orientamento " che avrebbero caratterizzato "Io sviluppo intellettuale del pittore. infatti il suo percorso artistico è caratterizzato da fasi alterne di espressione pittorica e studio, anche prolungato, dell'arte e dei suoi grandi maestri.  Cosi si legge nella biografia ufficiale dell'artista Mauro Trentini, a Londra, in occasione della III International Art Expo della Galleria Farini Concept nella capitale britannica. Egli giunge nel Regno Unito con due opere, Cubi sospesi del 2009 e 2017, titolo omonimo all'anno di realizzazione. Due dipinti afferenti a due decenni diversi tra i quali le discrepanze sono sostanziali, in un certo qual modo, a ricordare quanto riportato dall'incipit: Mauro Trentini è alla continua ricerca di qualcosa d'altro, un quid che possa permettergli di esprimere al meglio il proprio pensiero ed il proprio sentire.
 
    È un linguaggio sintatticamente in perenne sviluppo, che reagisce al mondo circostante, ne mutua i cambiamenti, ne percepisce le profondità che Egli cerca, riuscendovi, di portare ad emersione, lasciando che, liberamente, affiori sulla tela. Osservatore attento, Trentini sente il richiamo della grande Storia dell'Arte, fa propria la lectio dei maestri, in particolare novecenteschi, e ne trasla la sua personale ed originale interpretazione, secondo i termini di un codex sempre in fieri, dall'abbecedario fedele ad una cromia possente, seppur a tratti surreale, che non bada ad una volontà di descriptio mimetica, ma s'abbandona, piuttosto, ai dettami di una fenomenologia che ha, in altre reti, le proprie regole.
 
Si scopre, leggendo ancora la biografia, che Mauro Trentini, dopo una prima fase giovanile in cui la sua fortuna critica crebbe, "scopre la sua forma espressiva, la quale, tuttavia, non Io caratterizza, in una propria peculiarità artistica, ma lo identifica nelle tematiche ispiratrici. " Ecco, dunque, una delle tracce di eclettismo puro che delineano il profilo pittorico del Trentini.
 
Cubi sospesi, del 2009, ad esempio, rimanda, per costruzione semiotica e palette cromatica, ad esiti avanguardistici nord europei, con una attenzione verso la geometrizzazione dello spazio, il dialogo tra le forme rigorose e l'ambiente in cui sono calate, nella determinazione di una razionale quanto perturbante metarealtà, una messa in scena che spinge l'astante a porsi non pochi interrogativi circa il carattere percettivo del percorso di lettura da intraprendere. All'opposto sta, invece, 2017, il dipinto che, quasi un decennio più tardi, ha completamente stravolto quella grammatica, destrutturando il contesto scenico, avvalendosi ancora di nuances vivide, in cui però, si intravvede una sorta di inquietudine esistenziale, da cui il nostro tempo è avvinto e affaticato e che, qui, vibra, nel segno, nel tratto che l'artista genera sulla tela, come un continuo moto dell'animo.      Azzurra Immediato Londra 2019

"Voglio raggiungete quello Stato di condensazione delle sensazioni che costituisce un dipinto. '
 
        Henri Matisse
 
II pensiero ricorrente di Matisse apre all'artista Mauro Trentini il quale, dopo Ie esperienze di Londra ed Arte Genova, fa ritorno in Galleria Farini Concept, in occasione della XXV Collettiva Internazionale di Pittura, Scultura e Fotografia del progetto Arte a Palazzo. Nelle rinascimentali sale di Palazzo Fantuzzi, Trentini presenta due dipinti del 2015, cosi titolati: Quadro 1980 e Quadro. Due nomenclature che inanellano una sequenza interpretativa che si aggira nel campo minato del paradosso e che, invero, riparte e ritorna agli albori della sua carriera, avviata alla fine degli anni '70, scandita da una peculiare traduzione del reale che, tuttavia, nei decenni, è mutata all'insegna di una continua spinta sperimentale, un vivido eclettismo che non si è mai stancato - e mai si stanca - di avanzare secondo sempre nuovi linguaggi e tecniche.     I due dipinti qui in oggetto, focalizzano l'attenzione dell'astante sul ruolo precipuo affidato al colore dal Trentini, lungo tutto l'ampio arco della sua ricerca e della sua notevole produzione. Egli, come si evince da queste opere, celanti un ritratto che rimanda ad un disegno a carboncino del 1980, propongono un abbecedario essenziale, un idioma che ha scardinato la mimesis in favore della sintesi rappresentativa ma che, al contrario, si assesta sul valore attoriale della cromia e del suo stretto ed empatico dialogo con il segno, con 1a grafia della figurazione di Mauro Trentini, elementi duali di una dinamica compositiva precipua, allegoria di intensi parallelismi, a quanto pare, persino di natura storica e personale.
 
Una sorta di ripensamento, di ragionato sguardo sul proprio passato, sul proprio modus pingendi, al fine di coglierne nuove e più mature suggestioni, secondo le istanze di una iconica trattazione e che, dunque, si propone come un idioma soggettivo che non arretra dinanzi allo scorrere del tempo ma ne esplora, anzi, le profondità, per emergere in maniera ancor più evocante, stupente, senza dubbio.
 
Era ancora Henri Matisse ad affermare quanto segue: "Davanti al soggetto dovete dimenticare tutte le vostre teorie, tutte le vostre idee. Quanto di essi vi tocca realmente, verrà fuori esprimendo l'emozione risvegliata in voi dal soggetto. '     Ecco, pertanto, che a distanza di un trentennio e più, Mauro Trentini, 'risveglia' un 'soggetto', Io ripropone ad un pubblico anch'esso cresciuto, maturato — oltre che, naturalmente, a spettatori inediti — e, senza troppi orpelli, lascia che si esprima mediante la propria forza e la propria lirica natura.     Azzurra Immediato Bologna 2019

La XXV/ Collettiva di Arte a della Galleria Farini Concept, accoglie Mauro Trentini, uno degli artisti che, insieme ad altri, ha segnato, con il suo eclettismo pittorico, gli eventi della galleria di questo 2019, nelle storiche sale di Palazzo Fantuzzi ma anche all'estero, concorrendo, adesso per la prossima esposizione internazionale di Londra. Due le opere presentate a Bologna: Cammino della Vita e Sognare, rispettivamente del 2013 e del 2014. Chi conosce già od ha imparato a conoscere il linguaggio figurativo ed espressivo del Trentini, sa che la sua produzione, amplissima ed eterogenea, si compone di grammatiche differenti che hanno attraversato gli anni e la sua ispirazione; Egli mette in scena, anche agli occhi dell'osservatore più distratto, una multiforme raffigurazione, afferente ad una continua sperimentazione di idiomi, tecniche e manifestazioni fenomeniche più varie. Ciononostante. se questo processo estetico e rappresentativo può definirsi come una sorta di fil rouge costante, l'astante noterà, al contrario, una certa armonia tra le opere qui in oggetto.
"Non si riceve la saggezza, bisogna scoprirla da sé, dopo un percorso che nessuno può fare per noi, né può risparmiarci, perché essa è una visuale sulle cose.

Marcel Proust
Qualunque fiore tu sia, quando verrà il tuo tempo, sboccerai.
Prima di allora una lunga e fredda notte potrà passare.
Anche dai sogni della notte trarrai forza e nutrimento.
Perciò sii paziente verso quanto ti accade e curati e amati senza paragonarti o voler essere un altro fiore, perché non esiste fiore migliore di quello che si apre nella pienezza di ciò che è.

E quando ciò accadrà, potrai scoprire che andavi sognando di essere un fiore che aveva da fiorire.
Daisaku Ikeda

Ho scelto di accompagnare la visione di Cammino della Vita e Sognare con le parole di Proust e i versi di Ikeda perché, in qualche modo, si legano al tratto segnico e pittorico delle due opere, ai messaggi intrinseci che veicolano, alla vibrante palette cromatica e al concetto di catarsi perpetua che essi indicano. Dipinti poetici, ermetici ed allegorici, in cui, pochi dettagli sanno raccontare storie infinite dal valore universale Trentini si affida all'essenza, alla percezione ed al paradigma del simbolo, crogiuolo di verità ancestrali, di archetipi che riconosciamo e che, attraverso i titoli, seguiamo secondo uno sguardo profondo ed interiore.     Azzurra Immediato Bologna 2019
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